Con il piombo, in casa l’aria si fa davvero pesante

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Piombo in casaMolti di voi si ricorderanno bene della vecchia benzina “super”, quella rossa, praticamente l’unico carburante disponibile (insieme al gasolio) sino alla fine degli anni ’80, quando fu progressivamente sostituita dalla benzina senza piombo. Molti si ricorderanno anche delle proteste degli automobilisti più competitivi, che con il passaggio forzato alla nuova “verde” temevano una perdita di potenza del loro bolide. Anche se i timori fossero stati fondati – e così non pare – la scelta fu sacrosanta: il piombo, infatti, fa male. Si sa da moltissimo tempo che l’esposizione a particelle volatili di questo metallo è molto dannosa per l’organismo. Il guaio, però, è che eliminarlo dai carburanti fu una mossa lodevole e necessaria ma non sufficiente a debellarne gli effetti negativi. Questo perché il piombo è ovunque molto diffuso, e non solo in ambiente esterno: se le maggiori emissioni naturali derivano da fenomeni come eruzioni vulcaniche e incendi, in ambienti indoor la presenza di particelle volatili è legata, oltre all’ingresso di aria esterna, alla presenza di vernici e di fumo di sigaretta.

Molte pitture murarie contengono piombo in percentuali variabili, e con il tempo tendono a rilasciare nell’aria polveri nocive. La presenza di piombo nelle vernici, infatti, non è un problema in sé: è quando la superficie si deteriora che inizia il vero pericolo, perché le polveri causate dallo strofinamento si liberano nell’aria. Ciò aumenta la concentrazione di piombo nel sangue, sia in modo diretto, per inalazione, sia per vie indirette, ad esempio attraverso il cibo. Nei bambini fino a 6 anni, inalare o ingerire piombo è particolarmente pericoloso e può causare ritardi nello sviluppo fisico e mentale, disturbi nell’apprendimento e seri problemi comportamentali. Negli adulti un’esposizione ad eccessive quantità di questo metallo può indurre ipertensione, danni al sistema nervoso e allo stomaco. Se con le sigarette basta smettere di fumare, o almeno smettere di farlo in ambienti chiusi, con le vernici la cosa non sembra perciò semplice da gestire, in special modo quando siamo di fronte a muri che hanno già visto più mani di bianco.

Come abbiamo più volte visto su questo blog (vedi tutti i post della rubrica sulla qualità dell’aria) aprire le finestre per areare può fare più male che bene se anche l’atmosfera esterna è inquinata. L’unico modo è favorire un ricambio d’aria costante e controllato, così che l’aria che sta fuori sia filtrata dalle polveri di piombo e quella interna sia indotta progressivamente a uscire. Il sistema di ventilazione meccanica Aircare AF di Thesan è stato progettato proprio per offrire questo tipo di prestazioni. Anche in presenza di piombo assicura un eccellente filtro dell’aria outdoor attraverso gli infissi, trattenendo le particelle volatili e facendo entrare in casa solo aria il più possibile pura. Allo stesso tempo, mettendo in pressione gli ambienti interni, lascia uscire in modo graduale l’aria indoor e ne trattiene le particelle dannose. Un vero e proprio “sistema di respirazione” integrato nelle nostre finestre, che in casi spinosi come quello della concentrazione di piombo si rivela una soluzione particolarmente efficace, oltre che semplice ed economica. Un’arma in più verso una maggiore qualità della vita in casa e in ufficio.

La rubrica sulla qualità dell’aria da pochi mesi si è spostata su un blog tutto suo: AirSharing.

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