Un siciliano a Torino, fra genio e architettura

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architettura - Filippo JuvarraÈ stato uno dei più importanti architetti e scenografi del barocco italiano, quel periodo fra ‘600 e ‘700 in cui nelle arti figurative si uniscono riferimenti classici e uno stile particolarmente elaborato e sfarzoso. Ed è di certo una delle figure più importanti nella storia dell’architettura di tutta Europa. Un grande personaggio, certo, ma qual è il motivo per cui ne parliamo sul nostro blog, vi starete chiedendo. Lo scoprirete fra qualche giorno; intanto tenete a mente il suo nome: Filippo Juvarra.

Nato a Messina nel 1678, si rivelò molto presto un talento assoluto per il disegno e la progettazione, tanto che a 27 anni vinse il concorso architettonico dell’Accademia di San Luca di Roma, uno degli istituti più prestigiosi dell’epoca.

Non fu però a Roma che Juvarra concretizzò le sue capacità di costruttore: dopo alcuni anni come scenografo teatrale per la nobiltà capitolina, nel 1714 incontrò Vittorio Amedeo II, appena salito al trono di Sicilia, che aveva sentito parlare di un giovane artista molto promettente. Fu così che Filippo Juvarra divenne Primo Architetto Regio presso la corte torinese, con il difficile compito di adeguare il panorama urbano della città alle esigenze di una capitale del Regno.

I cantieri di Juvarra punteggiarono la città nei suoi luoghi più importanti, e lo sguardo “straniero” dell’architetto messinese contribuì a reinterpretarli con occhi nuovi, proponendo soluzioni del tutto inedite dalle parti dei Savoia. Ne nacquero alcuni dei più preziosi gioielli fra i palazzi e i monumenti di Torino: le facciate delle chiese gemelle di Piazza San Carlo, la facciata di Palazzo Madama, la chiesa del Carmine e molti interventi a Palazzo Reale. Sono però i tre cantieri fuori dalle mura cittadine i capolavori assoluti di Filippo Juvarra: la Reggia di Venaria, la palazzina di caccia di Stupinigi e la basilica di Superga. A Venaria, Juvarra scelse di moltiplicare la maestosità del progetto architettonico di Amedeo di Castellamonte e Michelangelo Garove, portandolo su dimensioni monumentali: l’imponente costruzione (80.000 metri quadri di superficie), pensata come residenza venatoria e dal 1997 patrimonio dell’UNESCO, è uno dei simboli più alti dell’architettura barocca.

Un’altra palazzina di caccia – e altro luogo patrimonio dell’UNESCO – domina il versante opposto della città, verso sud. La palazzina di Stupinigi, grande struttura con pianta a croce di Sant’Andrea, è un vero gioiello rococò inserito in una vasta area verde. Il cuore di tutto il progetto è l’immenso salone ovale al centro della pianta, l’idea da cui Juvarra partì per concepire tutto il suo progetto.

La basilica di Superga, il colle più alto di Torino, fu edificata per soddisfare un voto di Vittorio Amedeo II durante l’assedio francese di Torino nel 1706. In quattordici anni di cantiere, Juvarra ne fece un capolavoro di architettura e d’ingegneria: per costruire la “real chiesa” fu infatti necessario spianare la sommità del colle. Oggi, l’armoniosa bellezza della basilica rivaleggia con quella del panorama che si può godere dal suo loggiato. Quando Jean Jacques Rousseau venne per la prima volta a Torino esclamò pieno d’entusiasmo: “io ho dinnanzi il più bello spettacolo che possa colpire l’occhio umano”.

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