C’è più benessere se la casa respira

casa respira“Finalmente aria di casa”. Quante volte l’abbiamo pensato, magari dopo un lungo viaggio di lavoro, ritrovando il nostro nome sul campanello e facendo un bel respiro sulla soglia, prima di entrare. In quel momento, però, probabilmente non sapevamo che l’aria che avremmo trovato sarebbe stata più inquinata di quella esterna. Circa cinque volte più pericolosa, secondo gli studi del Gruppo Inquinamento Indoor dell’Istututo Superiore di Sanitàqui i link ai documenti ufficiali – che da anni analizza e tiene sotto controllo la qualità dell’aria “confinata”, cioè quella all’interno di case, uffici, scuole e luoghi pubblici.

Come abbiamo visto nel post precedente, le cause sono molte e altrettanti sono i fattori coinvolti. Ma proviamo a soffermarci sulle questioni fondamentali, quelle connesse con le caratteristiche degli ambienti: da questo punto di vista i principali responsabili sembrano essere i Composti Organici Volatili (COV), microparticelle che si liberano nell’aria e che derivano dalle vernici dei muri, dai prodotti per la pulizia, dai vestiti, dagli arredi, persino dalle candele profumate e dall’incenso. Visto che passiamo la maggior parte del nostro tempo in ambienti chiusi, l’esposizione continua a questi composti contribuisce nel tempo alla cosiddetta “sindrome da edificio malato”, con un insieme di conseguenze che vanno dalla percezione di odori sgradevoli sino a effetti gravissimi per il nostro organismo: numerosi studi medici – vedi ad es. qui – dimostrano che l’insorgenza di linfomi e leucemia è legata alla qualità dell’aria che respiriamo in ambienti chiusi.

Se a tutto ciò aggiungiamo i batteri e le muffe che naturalmente nascono in contesti domestici, soprattutto quando l’umidità tende a salire, è facile capire come la nostra “casa dolce casa” rischi di diventare una vera e propria arma batteriologica puntata su noi stessi.

I consigli tattici sono molti: evitare di usare prodotti per la pulizia con componenti tossici, privilegiare sostanze sicure e naturali, scegliere vernici a base acqua anziché quelle acriliche, limitare l’uso di stufe e camini (sono belli, certo, ma aumentano la quantità di COV). Insomma, limitare il più possibile le fonti interne. Ma per la qualità dell’aria in casa, a scuola e in ufficio serve una soluzione strategica, capace di regalarci davvero aria nuova, più benessere e salute.

A questo proposito è nata una soluzione nuova ed efficace: Thesan ha messo a punto Aircare, un sistema che trasforma porte e finestre esterne in un dispositivo di areazione controllata, ventilando l’ambiente in modo ottimale. Semplice ed economico, Aircare si integra nel profilo dei serramenti e garantisce quantità e qualità ottimali di aria attraverso le ventole di estrazione e i trafilamenti degli infissi. Con un accurato sistema di filtrazione, fino a F8+CA, trattiene il 95% delle polveri sottili e consente perciò un ricambio naturale d’aria sana e pulita, anche quando non siamo in casa e a serramenti chiusi. In sostanza, con Aircare anche la casa respira in modo perfetto.

Come vedremo più dettagliatamente nei prossimi post, Aircare unisce la migliore tecnologia e la più totale versatilità: è facile da installare anche su profili esistenti, semplicissimo da usare ogni giorno e non ha bisogno di particolare manutenzione.

Un bel sospiro di sollievo per la qualità della vita a casa, a scuola e in ufficio.

La rubrica sulla qualità dell’aria da pochi mesi si è spostata su un blog tutto suo: AirSharing.

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